Scrivere un blog post

Come scrivere un blog post

Scrivere su internet è completamente diverso dalla scrittura tradizionale. Dimentichiamoci quindi di libri e giornali, perché sul web questo tipo di scrittura non funziona assolutamente.

Mettiamoci dalla parte del visitatore, alla fine siamo tutti utenti e facciamo delle ricerche su internet per avere delle risposte. Queste risposte le vogliamo immediatamente, non vogliamo leggere miriadi di informazioni inutili ma vogliamo andare dritti al punto. Certamente esistono anche gli utenti che vogliono approfondire una determinata tematica, motivo per il quale è cosa buona e giusta approfondire un argomento, sviscerando tutti i suoi aspetti.

Ciononostante la maggior parte dei visitatori ha poco tempo, atterra su una determinata risorsa web e vuole trovare immediatamente quello che cerca.

Per questi motivi un blog post deve essere strutturato a favore di una scrittura informativa. Come si ottiene questo risultato? Esistono delle regole che vanno a formare il cosiddetto copywriting, ossia l’arte di elaborare un concetto attraverso la creazione di:

  • titolo
  • tag line
  • body copy, ossia il testo del post

Per quanto riguarda il titolo, questo deve comunicare immediatamente al lettore ciò che troverà all’interno del contenuto. Ricordiamoci che il titolo appare anche nella pagina dei risultati di ricerca, quindi deve essere abbastanza accattivante per spingere il lettore a cliccare su di esso, per poi leggere il resto dell’articolo.

La tag line, in un certo senso, può essere intesa come il riassunto dell’articolo. Deve dare un’ulteriore spinta verso l’approfondimento.

Veniamo adesso alla parte più difficile, la stesura del body copy, l’essenza del blog post.

Utilizzo delle parole chiave

Il blog post sono rivolti agli utenti ma non possiamo dimenticarci dei motori di ricerca. Per questo motivo all’interno del contenuto, soprattutto nei primi paragrafi, non si può fare a meno di utilizzare le cosiddette keyword. Sono le parole chiave che in qualche modo comunicano al motore di ricerca di cosa si sta parlando nel determinato contenuto. Allo stesso tempo, le keyword sono molto importanti per intercettare le ricerche degli utenti.

Esistono diversi strumenti per individuare keyword correlate e pertinenti di un concetto. Il più famoso è sicuramente il keyword tool di Google Adwords, ma esistono diverse alternative che indicano anche il volume di ricerca.

Attenzione a non esagerare con l’utilizzo delle parole chiave, ripetendole all’infinito all’interno del blog post. Così facendo si cade nella trappola del keyword stuffing ossia una ripetizione eccessiva delle parole chiave che può portare ad una penalizzazione da parte di Google.

L’arte del copywriter sta anche in questo, utilizzare sinonimi e parole chiave correlate per riportare l’attenzione del motore di ricerca al concerto principale.

Titolo e sottotitoli

Abbiamo detto che il lettore ha poco tempo per leggere una risorsa web. È molto probabile che all’interno dell’articolo ci siano delle sezioni che non gli interessano.

Se si trova di fronte un blocco di testo unico è molto improbabile che lo legga tutto per trovare la determinata informazione che sta cercando. Prima di scrivere un blog post, bisogna documentarsi bene su tutti gli aspetti correlati al determinato topic e sviscerali in blocchi di testo, delimitati da sottotitoli.

In HTML il titolo principale del documento va indicato con il tag H1 mentre per i sottotitoli si usano i tags H2, H3, H4, H5. Chiaramente questi vanno messi in posizione gerarchica. Facendo un esempio, se volessimo parlare di come cucinare il pollo, useremo uno schema del genere:

Questo è un esempio molto stupido, ma ci serve per capire bene il concetto.

Mantenere l’attenzione del lettore

Una volta che l’utente ha letto titolo e sottotitoli che soddisfano il suo intento di ricerca, comincerà a leggere con più attenzione il resto del post. La partita non è ancora chiusa, dobbiamo trattenerlo nella pagina, mantenendo viva la sua attenzione, evidenziando i concetti che più gli interessano.

Non possiamo leggere nella mente delle persone per cui dobbiamo basarci sulle statistiche attraverso i tool che abbiamo già nominato, evidenziando le keyword più gettonate o rilevanti. Ci avvarremo del grassetto e divideremo eventuali concetti correlati con delle liste. Ad esempio in un articolo medico, alla voce sintomi possiamo usare una lista elencando tutti i sintomi di un’ipotetica patologia.

Utilizzo delle immagini

Un’immagine vale più di mille parole e un blog post fatto bene non può esimersi dall’utilizzo di immagini rappresentative dei concetti espressi nel testo. Dobbiamo sceglierne una che rappresenti bene il topic principale, collocandola all’inizio dell’articolo, di solito sotto al titolo.

Ce ne servono poi delle altre, da piazzare all’interno del contenuto, in modo da richiamare di tanto in tanto l’attenzione del lettore.

Dobbiamo fare molta attenzione al copyright perché la maggior parte delle immagini che troviamo su Google sono di proprietà di coloro che le hanno scattate o che ne hanno acquisito i diritti.

Fortunatamente esistono dei siti dove trovare ottime immagini, completamente libere dai diritti d’autore. Personalmente utilizzo Pixabay, a mio avviso il migliore nel suo genere.

Link di approfondimento

Non possiamo avere la presunzione di collocare all’interno del nostro blog tutti gli argomenti correlati al topic principale. Certo, con il tempo il blog sarà popolato da argomenti correlati, da linkare all’interno del testo o mostrare a fine articolo attraverso un plugin.

Ma se le risorse non sono disponibili all’interno del nostro blog, sarebbe buona regola linkare fonti esterne, magari più autorevoli.

C’è chi pensa che allontanare il lettore dal proprio dominio non sia una buona strategia. Personalmente sono d’accordo a metà con questa affermazione. Si potrebbe optare per un compromesso, contattando altri blogger, facendo uno scambio link. In questo modo si ottiene un doppio vantaggio: un link di approfondimento pertinente alla nostra risorsa e un backlink che da una spinta in termini di ranking.

Raccomandazioni finali

Scrivere per il web è un’arte, s’impara con il tempo. Analizzando i report di Analytics vedrete quali sono le pagine più visitate e su cui il lettore passa più tempo. Partendo da questi dati, cercate di replicare lo stile per i documenti a venire.

Un altro consiglio che vi posso dare è quello di scrivere concetti brevi, facendo largo uso di virgole e punti.

Chiaramente poi non possiamo dimenticarci della correttezza della grammatica, caratteristica fondamentale per comunicare la propria professionalità, sia al lettore che ai motori di ricerca.

Luca Terribili
Runner, bodybuilder, nerd inside, full stack developer, blogger, non è abbastanza? Non amo descrivermi… dai un’occhiata al blog e giudicami tu!

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