Guida all'utilizzo di Wordpress SEO di Yoast

Ottimizzare un articolo con WordPress SEO di Yoast

Nella pagina precedente abbiamo visto come installare e configurare WordPress SEO di Yoast. Adesso impareremo ad usarlo per aiutarci nell’ottimizzazione di un articolo. La premessa è d’obbligo: non fate troppo affidamento sul semaforo.

Vi spiego cosa significa. Il metabox di Yoast esamina in tempo reale la stesura dell’articolo e lo confronta con i parametri che i suoi programmatori hanno impostato. A seconda della loro scala di giudizio, i colori di questo semaforo cambiano. Il rosso significa che il contenuto fa schifo, l’arancione indica che sono necessari alcuni miglioramenti, mentre il verde sta a significare che abbiamo fatto un ottimo lavoro. Ecco, tutto questo va preso con le pinze.

Se bastasse avere il semaforo verde, saremmo tutti primi su Google. Ma purtroppo la prima posizione è una sola. In ogni modo vediamo come funziona il tutto.

Il box compare alla fine del post editor, sotto il campo per il testo dell’articolo. È composto da due sezioni principali: keyword e leggibilità. Quest’ultima è stata aggiunta nelle ultime versioni del plugin e personalmente la ritengo più utile del tool per la keyword.

Yoast Box

Comunque sia, vediamo come funziona il tab per la keyword. Dall’immagine che ho allegato, vediamo che bisogna aggiungere nel campo apposito la parole chiave per la quale si sta cercando di ottimizzare il contenuto, in questo caso “alitosi nei bambini”.

Yoast mi evidenzia tutti i problemi che (a suo avviso) sono presenti nel contenuto. Ha suddiviso gli avvisi in tre elenchi:

  • Problemi, molto gravi (a suo avviso)
  • Miglioramenti
  • Good Results

Yoast Box 2

Come ho detto all’inizio di questa pagina, le indicazioni di Yoast vanno prese con le pinze. Ad esempio, mi sta dicendo che la densità della keyword è inesistente. Ma nel 2018 consideriamo la keyword density come un fattore di ranking? O ancora, devo ripetere la parola chiave nei primi paragrafi del testo?

Forse si, in ogni modo questo è un articolo di test, scritto un po’ con i piedi e lo scopo di questo articolo non è darvi delle dritte per scrivere un blog post e ottimizzarlo per i motori di ricerca.

Fate dei test, operate le modifiche suggerite dal plugin e stabilite se con il semaforo verde, i vostri articoli si posizionano meglio.

Un’implementazione importante però, è la modifica del metatag description. Per procedere, basta cliccare sul testo della descrizione di default e farà la sua comparsa l’editor per modificarla. Attualmente Google ha aumentato i caratteri mostrati nello snippet ed è diventato molto importante curarsi di questo aspetto, al fine di aumentare il CTR.

Leggibilità

Veniamo adesso al discorso della leggibilità. Come ho già detto nell’articolo sul post blogging linkato in precedenza, la scrittura per il web ha delle caratteristiche diverse rispetto ai libri e giornali.

La funzionalità leggibilità di Yoast suggerisce di scrivere frasi brevi e ci evidenzia quali sono le espressioni da migliorare. Inoltre ci assegna un Flesch Reading Ease, un punteggio di facilità di lettura. Per migliorare questo punteggio dobbiamo attenerci alle regole del copywriting: usare frasi semplici, dividere il testo in paragrafi, usare le liste, usare il grassetto quando serve e via dicendo.

Social

Cliccando sul simbolo della condivisione, possiamo sovrascrivere gli open graph dell’articolo, impostando descrizione e immagini personalizzate, per la condivisione sui vari social network.

Non c’entra molto con la SEO, ma è una funzionalità che può essere utile qualora si ritenga che il pubblico social risponda meglio a stimoli diversi.

Avanzate

L’ultima impostazione riguarda l’override delle impostazioni di default per indicizzazione e inclusione nella sitemap. Possiamo scegliere di mettere il noindex e in nofollow qualora volessimo “nascondere” il contenuto ai motori di ricerca.

Abbiamo anche la possibilità d’impostare un canonical url. Questa funzione può essere utile quando, ad esempio, vogliamo copiare un contenuto da un altro sito e impostare il canonical verso il post originale. In questo modo comunichiamo a Google che non stiamo facendo nulla di scorretto, ma vogliamo solo mettere a disposizione dei nostri utenti un articolo già pubblicato, lasciando i crediti all’autore originale.

Luca Terribili
Runner, bodybuilder, nerd inside, full stack developer, blogger, non è abbastanza? Non amo descrivermi… dai un’occhiata al blog e giudicami tu!

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