Guida per realizzare un plugin Wordpress

Come creare un plugin per WordPress

I plugin sono pacchetti di codice aggiuntivo che estendono le funzionalità di WordPress. Grazie ai plugin, WordPress può essere usato come e-commerce, un portfolio per mostrare i lavori svolti, addirittura come un portale immobiliare dove inserire annunci di vendita.

Può capitare di aver bisogno di una particolare funzionalità alla quale nessun sviluppatore ha ancora pensato e a quel punto ci sono solo due strade per ottenere il risultato desiderato: pagare qualche programmatore oppure crearsi da soli un plugin ad hoc.

Ma come fare? Certo, non voglio dire che sia una procedura semplice, anzi per la sua complessità, questo tutorial sarà diviso in tre parti. Nella prima definiremo la struttura basilare del plugin, poi ci occuperemo della componente di amministrazione e infine vedremo come implementare il frontend con le nuove funzionalità. Con un po’ di pazienza e seguendo le indicazioni del Codex, il risultato è garantito.

Come funziona un plugin di WordPress

I plugin di WordPress sono contenuti all’interno della cartella ‘wp-content/plugins‘ e vengono caricati dalla piattaforma automaticamente.

Cominciamo a capirne la struttura. Innanzitutto bisogna creare una nuova directory all’interno di ‘wp-content/plugins‘. Lo scopo di questo plugin sarà mostrare i post correlati a fine articolo, per cui chiameremo la cartella my-related.

All’interno della cartella my-related dobbiamo creare un file in PHP che per best pratice chiameremo con lo stesso nome della directory, quindi my-related.php. Perfetto, siamo già a buon punto! All’interno di questo file sono fondamentali i commenti all’inizio del codice, per dare modo a WordPress di avere tutti i riferimenti del plugin e permettergli fisicamente d’identificarlo, installarlo, disinstallarlo e svolgere tutte le operazioni necessarie.

Ora dobbiamo cominciare a compilare il nostro plugin, abbiamo due strade: programmazione procedurale oppure programmazione orientata agli oggetti. Io adotto sempre il secondo approccio, mi viene più naturale ma niente vieta di scegliere la strada che si ritiene più opportuna.

Sicurezza prima di tutto, la scrittura di plugin zoppicanti, può lasciare spazio a intrusioni non gradite, perciò prima di ogni altra cosa impediamo l’accesso allo script se richiamato al di fuori di WordPress, inserendo semplicemente questa stringa:

A questo punto entriamo nel vivo del tutorial e definiamo la classe del plugin.

La classe del plugin

Creiamo la classe e definiamo due proprietà che useremo all’interno del plugin, entrambe relative alle opzioni dell’oggetto. La prima la valorizzeremo con impostazioni di default, mentre l’altra memorizzerà le scelte effettuate dall’amministratore nel pannello di controllo del plugin.

Definiamo il costruttore della classe che sostanzialmente svolgerà due compiti: recuperare le impostazioni dal database e agganciare i metodi della classe alle funzioni di WordPress. Cominciamo recuperando le opzioni del plugin

Abbiamo valorizzato la proprietà $options attraverso la funzione di WP get_option e i due relativi parametri: il primo ricerca all’interno del database, più precisamente nella tabella wp_options, un record chiamato my_related_options che conterrà le nostre opzioni. Se il plugin non trova alcuna corrispondenza nel db, l’array sarà popolato con il secondo parametro, le opzioni di default che abbiamo impostato prontamente. Si noti che abbiamo usato la funzione di WP _() che permette la traduzione delle stringhe. Nel primo parametro s’inserisce la stringa, nel secondo il text-domain definito nei commenti iniziali.

A questo punto possiamo dedicarci completmanete allo sviluppo delle funzionalità per il backend.

Luca Terribili
Runner, bodybuilder, nerd inside, full stack developer, blogger, non è abbastanza? Non amo descrivermi… dai un’occhiata al blog e giudicami tu!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *