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Copywriting per Amazon Affiliate: che strada seguire?

Il mestiere del copywriter online e quello dell’articolista sono sempre più vicini, ed i siti web affiliati ad Amazon sono un tipico esempio di commistione. Da una parte, chiunque voglia ricevere visite organiche dai motori di ricerca necessita di seguire nei suoi contenuti i dettami della SEO on-page; dall’altra parte portare l’utente alla conversione necessita di conoscenza specifica del copywriting persuasivo.

Partendo dal presupposto che ogni professionista ha il suo background, ci sono articolisti che si sforzano di essere persuasivi e copywriter che si sforzano di essere discorsivi. Ma come si fa a coniugare le abilità di queste due categorie per scrivere articoli efficaci sui siti editoriali che monetizzano tramite l’affiliazione ad Amazon?

In questa piccola guida cercheremo di spiegare bene ad ogni articolista freelance o copywriter quali siano le competenze necessarie per affrontare i contenuti di questo genere.

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Il copywriting e le tecniche SEO utilizzate per portare conversioni ai siti affiliati ad Amazon sono del tutto particolari

Articolista freelance, come fare SEO per siti affiliati Amazon

La SEO on-page ed i suoi dettami sono la prima cosa di cui un articolista alle prese con i siti affiliati al marketplace di Jeff Bezos si dovrebbe preoccupare. Questa guida si rivolge a chi vuole sviluppare conoscenze specifiche sull’ottimizzazione di questo tipo di contenuto, ma se sei completamente digiuno puoi leggere la nostra guida e scoprire che cos’è la SEO.

Lunghezza dei contenuti in ottica SEO

La lunghezza dei contenuti che guidano l’utente all’acquisto su Amazon è solitamente maggiore di quella di un blog post aziendale. Per gli elettrodomestici e i settori tech, dove la concorrenza è particolarmente sviluppata, la prima pagina della SERP è spesso occupata da articoli che superano le 3.000 parole. Per essere davvero competitivi si dovrebbe cercare di superare, almeno del 10%, il primo risultato della prima pagina; si tratta tuttavia di un riferimento utile e non di una formula sicura per il successo.

Essere esaustivi non significa essere ridondanti: ripetere i concetti parafrasandoli non serve a nulla. Piuttosto occorre considerare tutte le perplessità e le domande che un utente ha nel momento in cui cerca su Google una guida all’acquisto. É bene analizzare gli aspetti tecnici, le caratteristiche dell’oggetto e presentare i modelli con un commento dettagliato basato su recensioni affidabili. Partendo da tutti questi aspetti si andranno poi a definire gli heading H2 ed H2, dando una struttura solida e dei contenuti validi all’articolo. É importante che ad ogni oggetto presentato si dedichi un heading H2 con relativa presentazione e recensione, nonché magari una tabella riassuntiva delle caratteristiche.

Dofollow o Nofollow, risolvere il dilemma

Quando si inseriscono dei link verso Amazon all’interno del testo ci si chiede spesso se questi dovrebbero avere un attributo dofollownofollow. Ai fini SEO, nel lungo termine, sembra sicuramente più efficace inserire dei link nofollow in modo da non disperdere il potenziale di ranking dei contenuti.

Copywriting per l’affiliate marketing, come si fa?

Ecco il paragrafo che i più discorsivi e meno abituati all’inserimento di call to action negli articoli stavano aspettando. Come si porta l’utente a conversione? Sicuramente non usando toni sensazionalisti né esaltando le caratteristiche dei prodotti. Questo è solo un buon modo per aumentare la frequenza di rimbalzo, venire abbandonati dagli utenti e potenzialmente mettere in pericolo l’affiliazione stessa.

I prodotti vanno descritti facendone notare i punti contro ed a favore, facendo percepire al lettore la professionalità di chi ha creato il contenuto ed andando a toccare tutti i potenziali aspetti che il lettore valuta per il suo acquisto. Sottolineare il prezzo degli oggetti, la convenienza dell’acquistarli su Amazon in termini di prezzo e di servizio ed i benefici che può trarre l’acquirente dal prodotto è invece un modo ottimo per portare a conversione.

Per chi si trovasse a gestire anche il posizionamento delle immagini con link ad Amazon per il cliente, è bene intanto ricordare che queste sono la principale fonte di rimbalzi verso Amazon. Per questo è importante che siano inserite con senno: una tabella riassuntiva ad inizio articolo ed un’immagine con prezzo sotto ad ogni prodotto presentato sono le posizioni ottimali nel 99% dei casi.

 

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